
Sicurezza stradale: un imperativo sociale
Sicurezza stradale: un imperativo sociale
Pubblicato il
6 Novembre 2025
Intervista a Davide Baroncini, a cura di Laura Domenichini

Davide Baroncini
Executive Manager nel mondo della certificazione.
Consulente d’impresa per progetti strategici di posizionamento business.
General Manager Officina Digitale Imola.
Consigliere d’amministrazione dell’autodromo di Imola
Figura specializzata che opera da anni nel campo della sicurezza stradale.
Sicurezza stradale: un imperativo sociale
La sicurezza stradale rappresenta un tema di primaria importanza, in quanto coinvolge la vita e il benessere di tutti, autisti e non, che quotidianamente si spostano lungo strade e autostrade.
Secondo le statistiche dell’organizzazione mondiale della salute ogni anno muoiono sulle strade circa 1,35 milioni di persone a livello globale, circa 50 milioni di persone rimangono ferite o disabili, oltre un quarto delle vittime sono pedoni o ciclisti, per i giovani è la prima causa di morte.
Un tema quindi di interesse generale e sociale. In questo spaccato di intervista il focus principale lo rivolgiamo alle aziende e ai dipendenti che guidano mezzi aziendali o propri in missione di lavoro.
Intervista a Davide Baroncini
Davide Baroncini introduce il tema partendo dall’esperienza diretta e dalla conoscenza delle organizzazioni e dei comportamenti sul tema della sicurezza stradale.
“Il tema della sicurezza stradale nelle organizzazioni è sottovalutato e merita, invece, una maggiore attenzione e consapevolezza da parte di tutte le figure aziendali, in quanto influisce direttamente sulla salute e sul benessere dei dipendenti”.
“Sarebbe interessante” continua Baroncini “attraverso una survey comprendere come viene percepito e gestito il tema della sicurezza stradale all’interno delle aziende per poi definire le modularità formative con cui coinvolgere le varie figure, con la considerazione che il datore di lavoro oltre ad avere un ruolo attivo nello sviluppo della cultura della sicurezza ha i maggiori rischi legali. In tal senso un approccio integrato e personalizzato alle singole imprese e attività è il primo passo per affrontare il tema”.
Successivamente, continua Baroncini, “si entra nella parte normativa, con il Decreto D.Lgs. 81/08 art.37 e art.71 comma 7.
L’art. 37 del D.Lgs. 81/08, nel suo comma 7, stabilisce l’obbligo per datori di lavoro, dirigenti e preposti di ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’art. 71, invece, disciplina gli obblighi relativi alle attrezzature di lavoro, con il comma 7 che stabilisce che i lavoratori incaricati di utilizzare le attrezzature devono ricevere una formazione, informazione e addestramento adeguati.
“Poi l’art.28 del decreto legislativo 81 del 2008 parla invece della valutazione dei rischi con implicita inclusione del rischio stradale nella valutazione aziendale”.
“In quest’ottica entra in gioco l’educazione alla guida sicura che passa attraverso tre grandi elementi: il riconoscimento dei pericoli, la gestione dello stress e le tecniche di guida”.
“Lo sviluppo delle tecniche di guida sicura possono essere sviluppate attraverso corsi specifici in ambienti protetti, come ad esempio all’interno del campo prove di Imola, dove è possibile sperimentare con esercizi pratici ad esempio la frenata sul bagnato, i cambi di direzione improvvisi, evitamento ostacoli etc…, mentre il riconoscimento dei pericoli e la gestione dello stress possono essere gestiti in aula con corsi base e specifici, in modalità didattica dinamica con il coinvolgimento diretto dei partecipanti”.
“In questo contesto vogliamo parlare di cultura e di sicurezza stradale non in termini repressivi, ma di supporto alla crescita di una consapevolezza sull’importanza dei comportamenti corretti”.
“Lavorare sui comportamenti è un focus fondamentale a partire dal profilo del conducente, al tipo di auto, al tipo di attività, ai rischi prevalenti, etc…”.
“Già da un primo check di valutazione su come sono tenute le auto, attraverso la figura preposta alla gestione del parco auto aziendale, è possibile fare una prima riflessione, così come sul numero di auto incidentate all’anno, sulle multe, sui costi sostenuti, per sottolineare l’importanza per l’azienda di lavorare sul tema della cultura della sicurezza stradale”.
“Il tema è ampio e introduce indicazioni, strumenti e procedure a partire dalla certificazione ISO 39001 che specifica i requisiti per un sistema di gestione della sicurezza stradale, consentendo alle aziende di implementare le procedure, considerando rischi, i processi e le responsabilità”.
“Anche il nuovo decreto sull’alcolock (dispositivo che deve essere presente nei veicoli immessi sul mercato a partire dal 2022) introduce obblighi per il datore di lavoro. In particolare, l’obbligo di installare a bordo dell’auto il dispositivo elettronico per i conducenti che sono stati soggetti al ritiro della patente per stato di ebbrezza. Tale decreto ha portato in luce diverse criticità attuative da quelle tecniche alla privacy per il lavoratore”.
Sicuramente per l’importanza del tema si potrebbero approfondire ulteriori aspetti, ma questa prima pill ha unicamente l’obiettivo di sensibilizzare le aziende e le figure professionali preposte, allo sviluppo di comportamenti corretti e nuove metodiche, inoltre potrebbe rappresentare una prima riflessione in vista di un progetto più ampio da sviluppare nel 2026 a partire da una mappatura di aziende campione e da percorsi personalizzati per azienda e attività.







